Sasan Gir - parco del Leone Asiatico    

Quei simpaticoni di Rangers !
Il parco è rinomato per la presenza del Leone Asiatico ( in via di estinzione ).
Si tratta di un'occasione unica per contattare questo abitante del pianeta.
Dall'Italia ci stiamo preparando con speranzose attese, armati di tutto punto, con binocoli e attrezzature fotografiche.
Sono previsti 2 ingressi: mattino presto e metà pomeriggio.

Il Parco Sasan Gir

Siamo stati sistemati per la notte molto lontano dal parco,a Junagardh (60 km ca) per cui ci siamo dovuti alzare prima e percorrere gratuitamente un'ora e mezza di strada (ciò è dovuto alla solita dabbenaggine delle agenzie locali che non hanno prenotato un altro alloggio da noi scelto e disponibile, ma tant'è!)
Non si può sperare di più, occorre rassegnarci anche perché le difficoltà linguistiche non favoriscono la chiarezza.

Primo ingresso - 28 dic 2010 mattino

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Cervo al primo sole

Un freddo micidiale ci attanaglia nella jeep.
Cominciamo la visita col buio dopo un'alzataccia non proprio da ferie.
Al mattino abbiamo un primo ingresso che termina abbastanza presto, al pomeriggio seguirà il secondo.
La guida del primo ingresso ci fa presente che il permesso per le attrezzature fotografiche ( 3 macchine per 200 rupie cadauna) non si estende alla visita del pomeriggio; speriamo che ciò vada a vantaggio del parco.

Inizia il viaggio; la jungla è fitta, la visibilità è ridotta a pochi metri fra la strada e la vegetazione.
La guida o ranger osserva uno strano uccello che non riusciamo a vedere dato il buio della notte. Chiede una macchina fotografica e scatta all'impazzata una serie di foto tutte uguali puntate verso il cielo, metà circa in orizzontale e metà in verticale, godendo del rumore prodotto dalla raffica di scatti e restituendo l'attrezzo con sufficienza come volesse dire: se avrete qualche bella foto è perché ve l'ho fatta io!
Un po' meno soddisfatto è il proprietario della macchina ( un professionista che usa la analogica) a vedersi sparire mezzo rullino per un uccelletto che non si vede.
Domanda: ma il ranger l'avrà visto davvero ? o è solo scena ? Il dubbio è forte ( le foto in seguito sviluppate confermano i nostri dubbi).
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ripresa al buio (schiarita in studio)

Si intravede una leonessa che insegue a passo un cervo, forse stanca per correre; non si può fotografare per il buio ancora insistente. Solo la videocamera ci assicura il ricordo dell'evento.
A fine giornata apprezzeremo l'evento come colpo di fortuna.

Si prosegue; quando capisce che non ci interessano gli uccelli che non si vedono il ranger cambia registro, anche perché nel frattempo inizia ad albeggiare e si intravvede qualche cervo.

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piccolo volatile
Albeggia, incontriamo altri veicoli.
Dopo la scena della fotografia a raffica abbiamo un'altra dimostrazione di come sono ganzi questi rangers.
Di fonte a noi in direzione opposta una jeep è ferma con l'autista che tenta di riavviare il motore, che gira ripetutamente a vuoto. La jeep è studiatamente ferma in un punto tale per cui non si può superare né in un senso né nell'altro; i veicoli si accodano da entrambe le direzioni.
I turisti sono attoniti ! Immaginate di essere bloccati nella jungla dove vivono circa 400 leoni asiatici ! Dopo qualche minuto, alle mie rimostranze miste a scocciatura, la nostra guida traduce al conducente del veicolo in panne e guarda caso il motore riparte all'istante; fine della commedia !.
Mance assicurate e d'obbligo. Sono le 9 circa.
Attendiamo il pomeriggio; nel frattempo la nostra guida e il nostro autista (cui lasciamo poi una lauta mancia) ci portano a vedere un bellissimo tempio induista, che però si può fotografare soltanto da lontano.

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Secondo ingresso - 28 dic 2010 pomeriggio

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nella riserva

Nel pomeriggio, nuova tassa per le macchine fotografiche, ci assegnano un altro ranger, chioma ben curata, aspetto americaneggiante, occhiali da sole.
Questo ci scruta in faccia e vuole analizzare anche i passaporti; per la sicurezza (dice !), ma si sofferma solo su quello della biologa.
A differenza del mattino le jeep del pomeriggio corrono più veloci, percorrono tutte la stessa stradine polverosa a distanza di 20 30 metri l'una dall'altra.
Ogni tanto si fermano spiegando che ieri qui si sono visti i leoni.
Vediamo qualche cervo; di fronte a un bel gruppetto di cervi chiediamo di fermarci per riprenderli, ci risponde che ce ne sono tanti altri in seguito; la cosa però non si verificherà se non per una coppia di cervi.
La nostra delusione, mista al fatto che è dichiarata GARANTITA la vista del Leone Asiatico, aumenta progressivamente.
Non conoscendo l'Indi imposto discorsi provocatori a voce alta inserendo i termini 'Asiatic Lyon'.
Il Ranger si sta visibilmente innervosendo; bene!.
Alla richiesta di fotografare un bufalo ci fa osservare scocciato che detto bufalo non è selvaggio, quindi secondo lui dovremmo ignorarlo; ma se non vediamo i selvaggi possiamo almeno considerare quelli domestici, o testina di vitello?.
Dopo circa 2 ore (la durata prolungata del tour) e l'incontro con altre jeep con turisti dall'aspetto fra il deluso e l'incazzato per non aver visto il leone, ci imbattiamo in un altro numero.
Una guardia forestale ferma le macchine, che si stanno radunando in un punto forse concordato, e controlla i documenti di dette macchine.
Si sente aria di delusione nell'aria.

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i leoni : che veduta !
Dopo vari consulti fra guardia forestale e autisti si attiva un diversivo; una per una le macchine vengono introdotte in uno spazio finora chiuso dove si trova una casetta in muratura e dove si intravedono di schiena a circa 30 metri due giovani leoni sdraiati.
In tal modo la gente non potrà più dire che non ha visto i leoni; ritornando verso la strada battuta trovo un punto in cui i leoni si vedono sì distesi ma in modo migliore; ma sembra impossibile fermarsi.
La biologa che viaggiava con noi ha ipotizzato che i giovani leoni potessero essere vicino a quella casetta perché tenuti in osservazione per qualche valido motivo: speriamo curino davvero gli animali!. Per questo parco Fulco Pratesi è ottimista !
L'autista riparte a gran velocità verso l'uscita; la MANCIA è ovviamente d'obbligo !

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Un vantaggio nella giungla è stato da me raggiunto; per la prima volta in vita mia sono diventato biondo; il fenomeno è causato dalla enorme quantità di polvere catturata dalla stradina per le scorribande delle jeep in forte velocità e a distanza ravvicinata. Il biondo prende bene sui capelli canuti.
La mia tinta bionda-leone, del colore della schiena dei giovani leoni sdraiati, ha sdrammatizzato la presa in giro da noi vissuta ed espressa con tanta professionalità dai cosiddetti Rangers indiani.
Ripasso il programma: nell'habitat naturale del parco era previsto vedere: leoni, leopardi, gazzelle, antilopi a quattro corna e molti altri animali. Abbiamo forse sbagliato giorno?

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